Bruna Nava

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“Sii padrone dell’argomento,
le parole varranno”
Catone il Censore

Voi nel colloquio

La vostra possibilità di superare il colloquio è proporzionale alla vostra convinzione di costituire la risposta giusta al bisogno aziendale. Ma questa convinzione da sola non basta.

Un altro elemento importante nel determinare le probabilità di essere assunti è la vostra capacità di comunicare con l’interlocutore, dove per comunicazione si intende:

Del colloquio fa parte anche la prima impressione: tutti noi siamo inconsapevolmente o consapevolmente portati a farci un’idea dell’altra persona nei primi minuti di contatto.

A tal proposito:

Prepararsi al colloquio

Prima di ogni intervista:

Prepararsi all'intervista

Come abbiamo detto, un colloquio condotto professionalmente segue di norma una traccia e si sviluppa in momenti e fasi più o meno stabili. Qui di seguito riportiamo le fasi principali, alcune probabili domande per ciascuna di esse e i suggerimenti per prepararsi a rispondere.

D. Cosa conosce della nostra organizzazione?
R. Mostrate di aver svolto bene il vostro lavoro di ricerca, con la consapevolezza che alcune informazioni potrebbero essere obsolete. Potreste menzionare: le dimensioni dell’azienda, la proprietà, informazioni di marketing (principali prodotti/servizi, mercati e concorrenti), la struttura organizzativa e le eventuali sfide da affrontare. Sottolineate gli aspetti positivi (per esempio i successi organizzativi e le sue potenzialità). Chiedete all’intervistatore di correggere eventuali informazioni non corrette e di riempire eventuali vuoti informativi.

D. Mi parli di lei
R. Preparatevi una breve presentazione su di voi, che non richieda più di due minuti di attenzione. La presentazione deve riassumere il vostro profilo professionale, costituito dalle sue principali tappe evolutive. Soprattutto deve mettere in luce quelle attuali competenze spendibili che sono in relazione con la posizione per cui state per essere selezionati.

Questo punto potrebbe essere aperto con una domanda generale del tipo “mi parli della sua carriera fino ad oggi”, oppure potrebbe comprendere domande più specifiche relative alle principali sfide superate all’interno di una particolare posizione. Piuttosto che dilungarvi con descrizioni verbose o dettagli inutili, assicuratevi di sottolineare le 5 o 6 competenze o punti di forza direttamente collegabili alla posizione e ai bisogni aziendali e assicuratevi anche di poter dimostrare tali capacità con esempi delle principali realizzazioni raggiunte in ogni posizione.

D. Quali sono le principali caratteristiche personali che l’aiuteranno a gestire la posizione?
R. ricordatevi che non sta parlano delle vostre competenze professionali ma che vuole conoscere le vostre attitudini, le capacità personali e i vostri valori. Concentratevi sui benefici di queste vostre caratteristiche, non limitatevi a menzionarle in un elenco sterile.

D. Perché dovremmo assumerla? Quale contributo può apportare?
R. Riassumete i vostri punti di forza in relazione ai loro bisogni, concentrandovi sui bisogni-chiave e mettendo in luce quegli elementi che vi fanno risaltare come la “risposta giusta” alle loro necessità.

D. ha qualche altra domanda da rivolgerci?
R. Non esitate a chiarire ogni punto, ma rimanete in un atteggiamento positivo. Evitate obiezioni del tipo: “come mai la mensa….? Perché non c’è il parcheggio riservato…?”
Cogliete l’opportunità per ringraziare l’intervistatore per aver chiaramente esposto le loro richieste e datevi una chance finale per chiarire qualche dubbio o punto che potrebbe essere rimasto oscuro. Confermate il vostro interesse per la compagnia e per il lavoro proposto e dichiaratevi fiduciosi nella vostra capacità di affrontare le sfide, le responsabilità o le mansioni connesse alla posizione.

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ATTIVITA': PREPARARSI AL COLLOQUIO

La tabella che segue propone una struttura piuttosto tipica del colloquio. Preparatevi ad affrontare ogni fase, riflettendo sulle domande che potrebbero esservi poste, su cosa potreste rispondere voi a queste domande e, in ultimo, che cosa vorreste voi domandare all'intervistatore.

FASI DEL COLLOQUIO COSA POTREBBERO CHIEDERVI? QUALE POTREBBE ESSERE LA VOSTRA RISPOSTA? E VOI COSA POTRESTE DOMANDARE?
INCONTRO, FRASI DI CIRCOSTANZA      
APERTURA SULLA STRUTTURA DEL COLLOQUIO      
PRESENTAZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE E DELLA POSIZIONE      
CI PARLI DI LEI      
DETTAGLI SUL SPECIFICI ASPETTI DELLA VOSTRA CARRIERA      
LE VOSTRE CARATTERISTICHE PERSONALI      
VOI IN RELAZIONE ALLA POSIZIONE      
ASPETTI CONTRATTUALI E CONDIZIONI      
TEMPI DI RICERCA E INIZI DELLA COLLABORAZIONE      
CONCLUSIONI      
DOMANDE FINALI VOSTRE      
PROSSIMI PASSAGGI      
Domande critiche

Perché state cercando un nuovo lavoro?
Una delle cose più difficili per chiunque è parlare dei propri insuccessi professionali. Spiegate gli insuccessi sottolineando in particolare che cosa vi hanno insegnato e cosa vi hanno consentito di migliorare.

Preparate in modo preciso la risposta a domande che riguardano i motivi della chiusura di questo rapporto professionale. Nel caso di licenziamenti collettivi, a seguito di ristrutturazioni, chiusure e cambi di sede, è sufficiente descrivere i motivi che hanno portato l’azienda a questa decisione, evitando un atteggiamento critico o disgustato! Evitate di parlar male di chiunque e date una risposta esaustiva ma breve.
Per quanto riguarda gli altri casi, ricordate che è sempre la posizione a diventare obsoleta e non voi.
Preparare e scrivere una dichiarazione sulla perdita del lavoro vi aiuterà a capire come vorrete presentare l’argomento agli altri.

Questa dichiarazione deve:

  • Essere breve (circa 15-20 parole)
  • Positiva, ottimistica e fiduciosa
  • Serena

Prima di sperimentare gli effetti di questa dichiarazione in un contesto di selezione, provate con persone a voi vicine e preparatevi a ricevere feed-back.
Quindi, preparatevi anche la risposta alla domanda: “perché sta cercando un nuovo lavoro?”

Domande sulla retribuzione

E’ sempre meglio lasciare che sia il datore di lavoro ad introdurre il discorso. In ogni caso questo è un argomento che sarà affrontato dopo il primo colloquio. Il vostro obiettivo nei primi incontri è quello di convincere il datore di lavoro che siete la persona giusta, e solo anche quando lui/lei sarà interessato a voi, allora è possibile parlare o negoziare gli aspetti economici. Se ne parlate troppo presto non avrete ancora proposto ciò che avete da offrire e pertanto non avrete dato possibilità al datore di poter valutare la sua offerta.

Alcuni suggerimenti conclusivi

1. I selezionatori possono usare stili diversi di conduzione oppure passare, all’interno di uno stesso colloquio, da una modalità all’altra.

Quando lo stile è direttivo, cioè le domande poste sono molto concrete e precise, anche le risposte devono essere ugualmente precise. “Quante persone ha coordinato? Qual è stato l’incremento dei volumi di vendita…?” Domande di questo tipo presuppongono risposte basate su dati e numeri certi.

Nel caso lo stile sia semi-direttivo, le domande possono essere del tipo: “ ha diretto dei gruppi?” “ha familiarità con questo tipo di tecnologia?”. In questo caso potete appropriarvi del filo del discorso e, senza evadere le domande, portare la conversazione verso ciò che vi può favorire, dando vita ad un dialogo.

Per molti, il tipo di colloquio più inquietante è quello condotto con stile non direttivo: non ci sono domande dirette e chiuse ma aperte: “mi parli di lei” “cosa è in grado di fare” …In tal caso è bene prepararsi a dare voi forma e struttura alle risposte. L’esercizio che vi abbiamo proposto ha lo scopo di prepararvi principalmente a sostenere questo genere di intervista.

  1. E’ sempre bene evitare di interrompere l’altro mentre parla
  2. non è negativo prendersi del tempo per rispondere a domande difficili.
  3. Curate il vostro aspetto e se possibile trovate il modo per essere in armonia con l’immagine aziendale.
  4. Infine, cercate sempre di sapere prima chi sarà e quale funzione ricopre la persona che condurrà l’intervista, potete chiederlo nella telefonata di appuntamento.

In genere:

  • il selezionatore professionale: tendenzialmente non conosce tecnicamente il campo, ma ha il compito di studiare l’insieme delle caratteristiche professionali, personali e motivazionali e di verificare o indagare sulla coerenza del curriculum.
  • Il Direttore Risorse Umane, generalmente non si incarica della selezione ma se interviene è più interessato a motivazioni, capacità e potenziale di integrazione con l’azienda, i suoi valori e il clima.
  • Capo operativo. E’ lo specialista della vostra area. L’intervista è quindi più tecnica. Sarà per voi interessante informarvi su quali obiettivi si pone, la sua missione e le sfide che saranno a voi richieste in questo contesto. E’ una buona opportunità per farvi un’idea del vostro capo.
  • In caso di figure manageriali, potreste essere intervistati dal Presidente o dal Direttore Generale: intervengono alla fine del processo di selezione e sono interessati al vostro stile manageriale in relazione alla cultura aziendale.

Naturalmente queste schematizzazioni sono solo orientative, possono accadere cose del tutto diverse per questo è importante essere flessibili e adattarsi ai diversi personaggi che incontrerete. Flessibilità e adattamento riguardano gli stili relazionali, per quanto riguarda i vostri obiettivi è importante mantenere dentro di voi chiarezza e procedere orientati da una strategia.

Alcune domande tipiche dei colloqui

- perché vuole lavorare con noi?
- Cosa sa di noi?
- Quali sono le sue aspirazioni?
- Cosa farebbe lei per noi?
- cosa le piacerebbe fare tra 5 anni?
- perché ha lasciato il suo ultimo posto di lavoro?
- perché dovremmo prenderla?
- Ci parli della sua storia professionale
- crede che la sua età sia adeguata al posto
- situazione familiare
- quanto vuole guadagnare
- come definirebbe il suo posto ideale
- quale sarebbe il suo capo ideale?
- ha altre offerte di lavoro?
- cosa fa nel tempo libero?
- come è ricordato nella sua precedente azienda?
- punti di forza e debolezza
- se cominciasse di nuovo la sua carriera cosa farebbe?

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