Talenti
Il talento sotterrato
- Chi sono i ladri di talenti? Quelli per paura dei quali sotterriamo le
nostre risorse – non le consideriamo tali. Diventiamo umili ed eccessivamente
modesti? Genitori, insegnanti, aspettative della gente comune, della cultura
di massa, dell’azienda in cui siamo…
- La paura: del confronto con gli altri, della concorrenza, dei paragoni.
Piuttosto che mettermi a confronto preferisco seppellire i miei talenti.
Gli altri sono meglio. Ci sono già i grandi: sono insuperabili. E
tutta una litania di credenze limitanti del genere.
- Ci sono anche gli sfruttatori di talenti, che appropriandosi dei frutti
del tuo talento lo uccidono in te. Una sorta di marxismo applicato al talento.
Espropriandomi del frutto del mio talento mi espropria del talento stesso
e di me.
- Seppellisco i tanti talenti risorse per una visione monoteistica del
talento. Ci può essere solo un talento, coltivo solo un talento, se
non ti dedichi a una cosa sola non raggiungi l’eccellenza, etc. E gli
altri talenti? Perché non pensare in termini di sinergia dei talenti,
di tutte le tue risorse?
- La paura della fatica del successo. La fatica dei cambiamenti imposti
dal successo. Allora è meglio sotterrare il mio talento.
- La paura di peccare contro doveri e aspettative vincolanti. Che diranno
di me mia moglie, i miei figli, i miei vicini? Gli impegnati socialmente?
I preti? Gli intellettuali illuminati? Gli esperti? I cattedratici? I legislatori?
Etc.
- Seppellire il talento è anche un’idea errata di conservare
il valore del talento. Ho un capitale, lo nascondo sotto il materasso così lo
ritroverò in futuro – inflazionato! Un’idea di conservazione
della ricchezza che poteva andare bene in epoche di minore inflazione e
variabilità.
Che va forse bene per il mattone, non per il denaro e i talenti.
- Conservo il talento per non sporcarmi le mani. Esprimere il talento,
entrare nel mercato mi mette a contatto con il denaro, le transazioni, che
sporcano.
Dunque per rimanere puro lo metto sotto terra, lo faccio solo per hobby,
io non vendo, io non mi vendo. Chi si vende è puttana. Credenza limitante.
Mani sporche sul talento!
- Il mondo non è degno dei miei talenti. Il mondo è dominato
dai porci:
non si danno le perle ai porci. Le tengo nel cassetto e prendono
la muffa!
Conclusione. Queste idee spingono ad esaminare i blocchi del talento,
a indicarli con chiarezza spregiudicata.
Eugenio Guarini