Bruna Nava

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Talenti

spunti e idee vaghe

  1. Partendo dalla parabola evangelica, i talenti sono soldi, capitale, qualcosa che si riceve con la nascita o si riceve dalla vita, sono una risorsa. Orientarsi a considerare talento ogni risorsa ricevuta, ogni risorsa inclusa in ciò che c'è, che hai o che puoi reperire. Il talento nasce quando guardi a ciò che hai come risorsa. Prima è un talento seppellito, nascosto, invisibile, inesistente. Tutto ciò che hai (corpo, mente, cultura, capacità, ...) nel momento in cui lo consideri una risorsa che puoi sfruttare al meglio con la cura, l'attenzione, etc, diventa talento.
  2. Il talento come moneta conduce ad una visione mercantilistica e ad una prospettiva capitalistica della faccenda. Come moneta di scambio, il talento trova la sua collocazione viva nell'interazione con altri talenti, persone che esprimono e sfruttano i loro talenti. I talenti vivono e si muovono nello scambio. L'importanza di circondarsi e di trafficare con persone che esercitano attivamente i loro talenti. Altrimenti, senza scambio il talento si inflaziona, decade di valore, scende nel nascondimento della terra. I talenti, come il denaro, devono circolare, per avere valore, per creare ricchezza. Come capitale, il talento deve produrre interessi, fruttificare. Lo fa se viene investito e crea plusvalore. Come moneta è sonante: risuona, produce udibilità e visibilità. Esce dal nascondiglio. Viene allo scoperto e attira l'attenzione, risuona.
  3. Il talento è qualità particolare. Quell'uomo di talento! Emerge sulla massa, sul grigiore, sulla piattezza. Ha eccellenza. Il talento diventa tale, nasce nell'eccellenza. Si rivela nelle varie forme espressive. Il talento si fa vedere esprimendosi. Bravura. Facilità, immediatezza, improvvisazione, profondità, preparazione, scioltezza, naturalezza. Tutte qualità che fanno del momento espressivo qualcosa di eccellente, di speciale.
  4. Il colore del talento è giallo rosso arancione. Colori caldi. Perché il talento dà calore, è amore. Si apparenta al sesso, all'estate. Il talento è emozionante. Il talento dà emozione a chi lo esprime e a chi ne riceve gli effetti. Il talento scalda. Il talento è pulsante di energia calda, vibrazioni. Nel talento il senso della vita è sentito come nell'innamoramento.Il calore dell'estate. Quando si è vestiti leggeri, discinti, leggeri, liberi nei movimenti, nudi, e si gioca, ci si mette in gioco. Il talento è la forma estiva della vita.
  5. Il talento come animale è cavallo da un lato e ape formica dall'altra. Come ape è laboriosità incessante, instancabile, continua esercitazione, perfino organizzazione. Come cavallo è potenza istintiva, vitalità selvaggia che tu cavalchi. Ti porta lontano e salta gli ostacoli. L'ebbrezza del galoppo.

Conclusione. Questa serie di idee conduce a una visione del talento piuttosto dinamica e intrigante. Lascia la definizione del talento nella vaghezza astratta (tutto ciò che c'è, che hai, e che guardato diventa risorsa) per recuperarne la flessibilità estrema, al di fuori dei vincoli di qualsiasi lista di definizioni. Immesso nel flusso della vita, lo libera dalla visione cosistica (abbiamo dei talenti? Io non ho talenti? Come si fa a vedere se ci sono dei talenti dentro di noi?) e lo fa nascere nel momento in cui cambia lo sguardo (mi interrogo se quello che ho non possa essere usato come risorsa che produce ricchezza, plus valore). Collega il talento al concetto di vita piena, intensa, succulenta, al cento per cento, con le sue vibrazioni, il suo piacere sentito, avvertito. Con il suo godimento.

Eugenio Guarini

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